Diventare maschi
di Gianmarco Mecozzi
Collana i libri di Momo
pp.176, euro 15
Isbn 9791280298911
L’immagine di Lenin in copertina è tratta da Red Utopia di Jan Banning
«Non eravamo solo animaletti pieni di ormoni che sbavano di qua e di là: eravamo bolle sessuali, evanescenti come vapore acqueo, pronte a esplodere da un momento all’altro».
Il 27 marzo esce in libreria il nuovo libro di Gianmarco Mecozzi.
Dopo Maschi contro femmine (2024) con Diventare maschi continuano le avventure di un «maschio qualunque» nell’Italia di oggi.
Le peripezie tragicomiche di questo maschio senza ruolo né patria — dall’infanzia alla paternità, dagli anni Ottanta a oggi — vengono raccontate da Mecozzi in prima persona, senza assoluzioni né indulgenze: il comunismo, gli amici (immaginari e reali), le ragazze, il sesso, l’amore, i disastri sentimentali e gli equivoci emotivi. Un libro scritto in prima linea che va oltre la semplice decostruzione del ruolo maschile e della virilità, per mostrare come gli uomini possano crescere attraverso fallimenti rovinosi e incomprensioni fatali, ma anche attraverso atti di coraggio e una spietata sincerità verso se stessi. E, spesso, si ride.
«Il comunismo pervadeva ogni cosa. Non era un atteggiamento culturale, e tanto meno era il frutto di una scelta etica, filosofica o, a ben vedere, politica. A casa nostra il comunismo era un fatto, una cosa che si toccava, materiale. Era sangue. Era sale. E apparteneva alle nostre esistenze come un oggetto, come una cosa da mangiare. Come la carne panata la domenica a pranzo. O il pane col pomodoro, a mare. Era naturale, come tifare la Roma. Non era un concetto controverso. Una teoria o un movimento a cui aderire. Provare a metterlo in discussione significava mettere in crisi tutto. Anche il pane col pomodoro o la Roma.
Anche se stessi».
Nato in una famiglia comunista, il protagonista del romanzo, alter ego dell’autore, affronta tre prove iniziatiche che gli sconvolgono la vita e lo cambiano per sempre. Tre prove quasi rituali che hanno sempre anche fare con la sessualità o il genere femminile. Diviso in tre capitoli – Il primo tradimento, La prima sbronza, Il primo parto – il romanzo è l’ideale continuazione di Maschi contro femmine. Il primo sciopero ed è una testimonianza del cambiamento epocale del ruolo dell’amicizia, della sessualità e del potere nella vita dei maschi di oggi. Trasformazioni solo apparentemente di superficie ma che sono iscritte dentro una mutazione antropologica e senza ritorno i cui effetti non sono ancora del tutto visibili.
«La crudele realtà racconta che sono stato io a essere stato trascinato dentro alla sua storia e a essere stato buttato per sempre dentro una narrazione a due che non ha più avuto fine. Sono stato io a venire rapito dalla torre dove ero imprigionato da un incantesimo avverso ed è stata lei a sconfiggere il terribile drago sputafuoco che mi tormentava. È stata lei a salvarmi da un destino infame di privazioni e agonia, e non il contrario come le favole raccontano a ogni bambino, me compreso».
Gianmarco Mecozzi, nato a Roma nel 1976. Con Momo ha già scritto Maschi contro femmine (2024), che rappresenta l’ideale prologo di questo libro.
>Il libro verrà presentato il 18 aprile alle 11 a Roma, alla Biblioteca Mameli al Pigneto. Lo scrittore Sandro Bonvissuto dialogherà con l’autore.



